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venerdì 29 maggio 2015

Comunicato stampa

Apprendiamo con sconcerto dalla stampa che lo scorso sabato sera un manipolo di “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound, reduci dal corteo goriziano in cui hanno festeggiato l’inizio di quel massacro che è stata la prima guerra mondiale, sono venuti a Monfalcone per proseguire i festeggiamenti con il loro passatempo preferito, la cinghiammatanza (nel quale si prendono a cinghiate l’un l’alto: contenti loro).
Un simile raduno ci sembra un intollerabile affronto per una città dalla storia di Monfalcone: basti solo considerare che si è tenuto nel rione di Panzano, dunque a solo a qualche centinaio di metri dal monumento che ricorda gli oltre 500 cantierini che hanno dato la vita nella lotta partigiana per liberare le nostre terre dalla barbarie nazi-fascista.
Ma quello che riteniamo ancora più grave è apprendere che la sindaca Altran informata in anticipo della nazi-festa ha ritenuto di dover mantenere riservata la notizia, in quanto si trattava di una “festa privata”. Vorremo ricordare che il ruolo del primo cittadino non si ferma alla mera tecnica amministrativa, ma è anche quello della vigilanza democratica nei confronti di chi fa dell’intolleranza la propria bandiera politica. Di fronte a provocazioni come quella di Casa Pound mettere la testa sotto la sabbia e sperare che tutto fili liscio ci sembra un comportamento  oltremodo sbagliato: per nostra fortuna 60 anni fa i nostri nonni hanno dimostrato ben altro coraggio e hanno preso la via dei monti...

Sinistra Anticapitalista Monfalcone
Monfalcone 27-05-2015

- «La festa di Casa Pound non andava ospitata»
- La “beffa” di Casa Pound festa e concerto top secret

venerdì 21 marzo 2014

L'impossibile capitalismo verde e i perché dell'Ecosocialismo


ne discuteremo con Fabrizio Valli del gruppo nazionale ambiente di Sinistra Anticapitalista venerdì 4 aprile:

alle 17:30 presso la sala di via Fabio Severo 14/b a Trieste

alle 20:30 presso Laboratorio Resistente via Roma 20 Monfalcone
 


Quando nel nostro paese si affronta il tema di una possibile, diversa gestione del rapporto tra sistema produttivo, bisogni del genere umano e ambiente - "alternativa" rispetto alle politiche di sfruttamento selvaggio e indiscriminato delle risorse naturali a fini di mero profitto operate dal sistema neoliberista - a dominare la scena sono indubbiamente le teorie (e pratiche ?) della "green economy" e della cosidetta "decrescita felice". Non molto si parla invece di quell' Ecosocialismo che rappresenta invece una vivace realtà teorica e di movimento in altri Paesi europei quali la Francia e la Spagna, nonché nei paesi dell'America Latina, e che vale la pena di approfondire...

«L’attuale sistema capitalistico non è in grado di regolare, né tanto meno superare, le crisi che ha scatenato. Non è in grado di risolvere la crisi ecologica, perché questo richiederebbe di porre dei limiti all’accumulazione, un’opzione inaccettabile per un sistema promosso a partire dalla massima “crescere o morire!”.
In termini ecologici è profondamente insostenibile e deve essere cambiato in maniera sostanziale – meglio ancora, rimpiazzato – se vogliamo che ci sia un futuro degno di essere vissuto.» (estratto dal MANIFESTO ECOSOCIALISTA di Michael Löwy e Joel Kovel)

giovedì 19 dicembre 2013

RIBELLARSI È GIUSTO! Ma quali sono gli obbiettivi?

Testo del volantino distribuito oggi davanti a Fincantieri a cura del Laboratorio Resistente di Monfalcone

RIDURRE LE TASSE O FARLE PAGARE A TUTTI ANCHE AGLI EVASORI?
L'incidenza delle imposte e dei contributi di sicurezza sociale sul costo del lavoro dipendente è del 44% in Italia, del 46% in Francia, del 45% in Germania e del 30% in Inghilterra (fonte Eurostat anno 2010).
Il salario medio annuo lordo di un lavoratore dipendente italiano è di 27.419€, di un francese 35.530€, di un tedesco 41.100€, di un inglese 38.047€ (eurostat 2009)
In Italia quindi i salari netti sono bassi poiché le paghe sono basse non perché sono troppo tassate!

Il fatto che i servizi pubblici siano scadenti e lo diventino sempre più dipende dall'inefficienza dell'amministrazione statale ma anche dal fatto che sempre più le nostre tasse vengono impiegate per pagare gli interessi del debito pubblico che è di 2100 miliardi di euro.
Ma ogni anno le imprese e i lavoratori autonomi evadono tra i 150 e i 200 miliardi di euro, e se lo Stato incassasse questi soldi il debito potrebbe essere facilmente riportato sotto controllo, e la qualità dei servizi potrebbe migliorare.
Il vero scandalo italiano è che il reddito annuo medio dichiarato dagli architetti nel 2012 è 29.100€, dagli albergatori 18.300€, dai gioiellieri 17.300€, dai negozianti di abbigliamento e calzature 6500€ e questo solo per fare degli esempi!
Ma stiamo parlando solo dei pesci piccoli: per citarne uno grande basta prendere l'ex presidente di Confindustria FVG Calligaris, indagato per una frode fiscale da 1.721.000€ per il solo 2006.

PRIMA GLI ITALIANI O TUTTI I LAVORATORI UNITI CONTRO I PADRONI?
Quello che sta succedendo da noi in Italia lo stanno vivendo tutti i lavatori in Europa. Dovunque i salari vengono messi in discussione, i servizi tagliati, gli orari di lavoro effettivi aumentati. E se in Italia ci dicono o accettate o faremo la fine della Grecia, in Francia dicono ai loro che faranno la fine degli italiani, ed in Germania degli spagnoli.

La verità è che tutti i poteri forti d'Europa si sono messi d'accordo per colpire i lavoratori con le politiche d'austerità!
E mentre loro colpiscono uniti, noi lavoratori non facciamo altro che prendercela con chi sta peggio, con i lavoratori stranieri ad esempio, che vengono dall'Asia o dell'est qui da noi, ma che magari per i lavoratori tedeschi sono proprio gli emigranti italiani.
L'unica risposta efficace non più venire che da una lotta comune di tutti lavoratori d'Europa, autoctoni o migranti!

TUTTI I POLITICI A CASA O CI VUOLE UNA VERA RIVOLUZIONE?
L'indignazione verso una classe politica inetta e corrotta è giustissima e doverosa. I salari di parlamentari e amministratori sono scandalosi. Ma cambiare le persone ora elette con altre moralmente integre è sufficiente?
La dimostrazione ce l'ha data il Movimento Cinque Stelle partito più votato alle scorse elezioni, con centinaia di parlamentari e senatori alla loro prima esperienza politica... che non è riuscito ad incidere minimamente sullo sfacelo del nostro paese.

Non basta cambiare le persone, bisogna cambiare il sistema!
Ci vuole un nuovo modo di produrre nel quale i diritti dei lavoratori e la tutela dell'ambiente vengano prima dei profitti, ci vuole un nuovo sistema democratico dove le decisioni siano partecipate da tutti e tutte con processo quanto più possibile assembleare, ci vuole una nuova società in grado di essere solidale con chi ha bisogno e che pretenda il dovuto contributo da parte di tutti i suoi membri.

Per fare questo è necessario rompere la passività e la rassegnazione, la mobilitazione non può limitarsi a chiedere meno tasse e non può essere fatta assieme a padroncini ed evasori: ci vuole una VERA RIVOLUZIONE per mettere in discussione l'intero sistema economico e politico, altrimenti per noi lavoratori non cambierà nulla!